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Visita di Papa Leone XIV all’Abbazia di Montserrat

  • 1 giorno fa
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Mercoledì 10 giugno 2026, l'Abbazia benedettina di Montserrat ha accolto Papa Leone XIV, 44 anni dopo la visita di Papa San Giovanni Paolo II. Erano presenti circa 8.000 persone che hanno partecipato alla recita del Rosario, con i misteri gloriosi, tradizionalmente contemplati il mercoledì.


Papa Leone XIV è stato accolto da 1.200 bambini provenienti da diverse scuole cristiane della Catalogna, al suono delle campane incessanti del monastero. Dopo aver scambiato alcune parole con i bambini, il Papa è stato accolto dall’abate di Montserrat, dom Manel Gasch i Hurios, all’ingresso della basilica di Santa Maria, dove il Papa ha baciato la Vera Croce, prima di procedere all’abluzione delle mani e all’aspersione. L’abate gli ha consegnato la chiave della basilica in segno di benvenuto.



Nella basilica, dom Man Gasch i Hurios ha ringraziato il Papa per la sua visita, che «ci rafforza nella fede e ci conferma nella ragion d’essere di questo santuario e monastero millenario», sottolineando che «i monaci benedettini di questa casa vorrebbero che Montserrat fosse quel monastero di cui parlava il vostro predecessore san Paolo VI: il luogo dove l’uomo si ricongiunge con se stesso e contribuisce a costruire un mondo in pace». Infine, ha condiviso questa riflessione: «Tutti i cristiani catalani sono qui, di persona o virtualmente, e le danno nuovamente il benvenuto in Catalogna attraverso questo Montserrat che unisce e identifica spiritualmente le Chiese in pellegrinaggio su questa terra».


Il Santo Padre ha poi presieduto la preghiera del Rosario, accompagnato dall’abate di Montserrat e dal vescovo di San Feliu, mons. Xabier Gómez.


Al termine della preghiera, il Santo Padre si è rivolto ai presenti affermando che «la Moreneta mi ha sempre accompagnato», ricordando le origini della parrocchia dedicata alla Vergine di Montserrat che egli stesso ha fondato a Trujillo (Perù). Ha accompagnato questo messaggio affermando di sentirsi «felice di poter essere ai piedi della Moreneta per affidarle, pieno di fiducia nella sua intercessione materna, il mio servizio petrino e la missione della Chiesa in un mondo che reclama giustizia e pace». Nel suo discorso ha anche ricordato le ragioni che hanno spinto Papa Francesco a consegnare la Rosa d’Oro alla Moreneta, e ha evocato un esempio di profonda conversione, quello di Sant’Ignazio di Loyola.



Alla fine, il coro di Montserrat ha preso il testimone della preghiera cantando la Salve e il Virolai. In questa occasione, accompagnato dalla Capella de Música de Montserrat e da un piccolo gruppo di musicisti, ha interpretato la Salve Regina a otto voci con echi, di P. Joan Cererols (1618-1680).


Il «Virolai», composto da mons. Jacint Verdaguer in onore della Vergine di Montserrat su una melodia di Josep Rodoreda, ha segnato l'inizio di uno dei momenti più attesi: l'incontro di Leone XIV con l'immagine della Vergine di Montserrat per venerarla, mentre i chierichetti intonavano gli ultimi versi del «Virolai».


Prima di concludere la parte pubblica della sua visita, il Santo Padre si è recato sul balcone per rivolgere alcune parole a tutte le persone presenti, «per ricordare a tutti che la fede dà la vita», accompagnate da una benedizione.



La parte privata della cerimonia comprendeva un pranzo con tutta la comunità benedettina di Montserrat e con i coristi, prima di intraprendere il ritorno a Barcellona per proseguire il suo viaggio apostolico.





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