I Nostri monasteri dell'Ecuador e del Perù
(Viaggio effettuato nel mese di
agosto 1999)
Ecuador
L’aereo che mi porta in Ecuador atterra
proprio nel cuore della città di Quito, situata a 2000 metri di altitudine.
Fratel Jesús Penalva Carillo ocso è là ad accogliermi e, dopo una rapida visita
alle più belle chiese della città, mi conduce al suo monastero che si trova a
120 chilometri più a nord, vicino a Latacunga.
Qui siamo a 2900 metri di altitudine. Questa recentissima fondazione non è
stata ufficialmente riconosciuta che al Capitolo generale dei Cistercensi
Trappisti del novembre 1999. “Madonna del Paradiso”, situata su uno sperone di
terra tra due profondi burroni, si affaccia sulla vasta vallata che separa la
Cordigliera dell’Est da quella dell’Ovest. All’orizzonte la bellezza di qualche
vulcano dalle cime innevate. La proprietà si estende su 240 ettari, 65 dei
quali producono 75.000 teste di broccoli alla settimana; è questa la fonte di
sostentamento per i monaci e anche per una quarantina di operai della regione.
Gli edifici, avuti dagli antichi proprietari, sono stati opportunamente
adattati a monastero temporaneo. Al momento del mio passaggio, ospitavano i sei
monaci fondatori venuti da Sant’Isidro (Spagna) e i tre candidati presenti. Un
giovane novizio si trovava in Spagna per il suo tempo di formazione. I monaci
desiderano incominciare fin d’ora la costruzione del loro monastero definitivo.
Gli edifici attuali saranno allora destinati ad alloggi per gli ospiti.
Molto diversi sono il clima e la temperatura
sulla costa del Pacifico, nel luogo chiamato con il bel nome di Esmeraldas, dove hanno preferito
stabilirsi le Cistercensi Trappiste venute da Tulebras (Spagna) nel 1990. Fin
da allora le monache hanno costruito un primo monastero, divenuto presto troppo
piccolo e che serve oggi come foresteria. La comunità, composta da 18
monache di cui 5 professe solenni del
paese, abita un monastero semplice e bello, che ispira pace, pensato in
funzione dell’atmosfera molto calda e umida del luogo. Zanzariere e piante con
proprietà particolari preservano dalle zanzare, numerose nella stagione delle
piogge. Spazio e circolazione d’aria, previsti dagli architetti, permettono di
temperare gli eccessi del clima. Le monache si dedicano alla preparazione di
ostie, alla rilegatura, all’allevamento di mucche e porci. Qui, come in molti
altri monasteri, è difficile trovare un mezzo di sostentamento che sia
regolarmente remunerativo. Le melodie dei canti eseguiti nell’Ufficio divino
sono state composte dalle stesse monache. Il monastero è divenuto autonomo nel
novembre 1999.
Perù
Situato immediatamente a Sud dell’Ecuador, il
Perù si estende fino al Cile. I nostri monasteri, in maggioranza benedettini
questa volta, si trovano geograficamente dispersi in questa grande nazione del
litorale del Pacifico.
Nel 1981, alcuni monaci dell’Abbazia di
Belmont, in Inghilterra, si stabilivano a Tambogrande
(conosciuto anche con il nome di Sullana)
per svolgervi il ministero parrocchiale. Essi hanno costruito lì vicino un
monastero la cui prima pietra reca la data del 2 maggio 1986. Questo monastero
oggi è conosciuto; attira infatti giovani di diverse regioni del paese. E
tuttavia impiega del tempo a radicarsi e a svilupparsi. Posto fuori dalle città
della zona, ma in una regione popolata, il monastero assicura sempre,
attraverso uno dei suoi membri, il lavoro pastorale, come è nello spirito della
Congregazione inglese alla quale appartiene. In questa regione, l’acqua può
mancare per lunghi periodi, soprattutto dopo le grandi piogge che arrivano a
ostruire i canali d’irrigazione e a rendere anche impossibile, pur con l’uso di
veicoli tutto terreno, la circolazione automobilistica. Con l’aiuto materiale
dell’AIM, il monastero e le abitazioni circostanti sono stati recentemente
allacciati al circuito elettrico del paese. Gli animali domestici si sentono
qui a loro agio. I due cani della comunità sono quasi sempre discretamente
presenti alla celebrazione dell’Ufficio Divino.
Più a Ovest, a Morropón, ai piedi delle montagne, i Padri Agostiniani hanno chiamato,
trent’anni fa’, le Suore americane di Ferdinand, che avevano appena fondato a
Cobán in Guatemala, perché dirigessero la loro scuola situata sulla Plaza della città. Dopo cinque anni, le
leggi del paese richiesero che ogni istituzione educativa fosse diretta da una
persona nativa del paese. Pur rimanendo sul posto, le suore hanno dovuto allora
abbandonare la direzione dell’istituto, che ora hanno appena ripreso. Ci sono,
in realtà, vocazioni autoctone e, su richiesta del vescovo, una suora peruviana
ha oggi la responsabilità di questa scuola di 770 studenti e studentesse. Le
suore si occupano anche di pastorale, soprattutto nel villaggio di Santo Domingo e nei dintorni dove sono
dislocate 2.900 famiglie, e hanno qui una piccola farmacia, la sola esistente
in questo villaggio di montagna.
Anch’esso situato nel nord del paese, ma
questa volta sulla costa, il monastero di Sechura appartiene alla Congregazione
delle Suore Adoratrici del Sacro Cuore di Gesù di Montmartre, fondata a Parigi
nel 1898, trasferita in Inghilterra qualche anno dopo, e associata alla
Confederazione benedettina nel 1964. Questa Congregazione è votata
all’adorazione della presenza eucaristica. Stabilitasi a Piura nel 1976, la
comunità si è trasferita a Sechura,
regione desertica e povera, nel 1981. L’acqua potabile per i bisogni della
comunità è attualmente assicurata grazie a un sistema solare di evaporazione e
condensazione dell’acqua collocato sul tetto del monastero. Non è stato sempre
così, e le suore hanno dovuto, per dieci anni, trasportare a braccia per lunghi
chilometri, l’acqua di cui avevano bisogno. Se questo elemento, così necessario
alla vita, fosse più abbondantemente disponibile, le suore potrebbero coltivare
il loro terreno, situato più in basso del monastero, che esse chiamano - con
ragione - “il deserto”. Sono stati fatti tentativi apprezzabili, piantando
alberi da frutto, ceppi di vigna, ecc. Tutti i membri della comunità, salvo la
superiora, sono originari del paese. Attraverso l’ospitalità e le riunioni la
comunità esercita una influenza notevole sulla popolazione, soprattutto sui
giovani. La Regione ha affidato anche a questa comunità la custodia del museo
etnografico locale.
Le monache di Santa María de las Huelgas
(Burgos, Spagna) hanno ripreso, da 8 anni, la fondazione fatta dal loro
monastero a Lima nel 1584. Questa comunità ha scritto una lunga storia di
svariati secoli, poiché l’ultima monaca è morta nel 1960. Piuttosto che
riprendere l’antica proprietà che si trova ora all’interno della grande città
di Lima, le monache hanno preferito stabilirsi a Lurím, a sud della
città, sulla costa. Vi stanno costruendo attualmente una grande monastero,
bello e funzionale, e si propongono di coltivare la terra all’interno della
cinta della clausura. Da sterile qual è al momento, il terreno diventerà
certamente, con l’irrigazione, molto fertile. La dedicazione della chiesa avrà
luogo nell’anno 2000. Ci sono alcune giovani novizie e postulanti.
Nella zona più meridionale del Perù, sulla
riva del lago Titicaca, e dunque a un’altitudine di quasi 4.000 metri - un
record assoluto per quanto riguarda il capitolo di cui stiamo trattando - si
trova il monastero di Chucuito,
dipendente dal Priorato di Wavreumont in Belgio. I monaci hanno inizialmente
vissuto 6 anni nelle case del villaggio e hanno potuto così diventare amici
della popolazione locale, la tribù degli Aymaras, di cui hanno studiato usi e
costumi. Il territorio occupato da questa etnia si estende fino a La Paz in
Bolivia. Il monastero, recentemente inaugurato e situato quasi sul bordo del
lago, offre un luogo di raccoglimento semplice e familiare, in uno scenario
unico. L’inverno è la stagione secca e fredda. Il paesaggio è lunare. I giovani
che desiderano legarsi a questa comunità non provengono dalla regione. Devono dunque
fare uno sforzo supplementare per acclimatarsi alla carenza di ossigeno che si
verifica a questa altezza. I monaci hanno conservato la loro residenza a Ñaña, vicino a Lima, dove si erano
inizialmente stabiliti negli anni 60. Dopo essersi allontanati da questo luogo,
vi erano ritornati 12 anni più tardi in pieno periodo di egemonia del movimento
terrorista “Sentiero luminoso” e di una epidemia di colera. La casa serve
attualmente da residenza per i loro giovani in formazione e come luogo di
accoglienza per i gruppi. Vi abitano membri di una fraternità laica, legata
alla comunità monastica. Montagne aride circondano questo luogo, dove si
trovano sempre granelli di sabbia in sospensione nell’aria, perché qui non
piove mai. Sia a Nana che a Chucuito, i monaci hanno in progetto di sviluppare
piccole industrie come la produzione di gelatine, di formaggio, di candele...
Jacques Coté, osb, Segretario generale